Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/11

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[versione diplomatica] fin sotto al ginocchio, e l’huõ sopra. et s’allevano tutti in tutte l’arti; dopo i trè anni li fanciulli imparano la lingua, e l’alfabeto nelle mura, caminando in quattro schiere, e quattro vecchi li guidano e l’insegnano, e poi li fan giuocare, e correre, per rinforzarli, e semp̃ scalzi, e scapigliati, fin alli sette anni; e li conducono nell’officine dell’arti, cositori, pittori, orefici, & e mirano l’inclinatione dopò il settim’anno vanno alle lettioni delle scienze naturali tutti che son quattro lettori della medesma lettione, et in quattro hore tutte quattro le squadre si spediscono perche mentre l’altri s’esercitano il corpo, ò fãno li pubblici servitÿ, l’altri stanno alla lettione. Poi alli dieci si metteno alle matematiche medicine et altre scienze. E c’è continua disputa tra loro e concorrenza. E q̃lli poi diventano officiali di q̃lla scienza dove più riuscirono, ó di quell’arte mecchanica, ch’ogn’una han il suo capo. et in cãpagna ne lavori, e nella pastura delle bestie pur vanno ad imparare; e quello è tenuto di più grã nobiltà che più arti impara, e meglio le fà. Onde si rideno di noi che l’artifici appellam ignobili; e diciamo nobili quelli, che null’arte imparano e stann’otiosi, e tengon in otio, e lascivia tanti servidori. L’officiali poi s’eleggono da q̃lli


[versione critica] fin sotto al ginocchio, e l’uomini sopra. E s’allevano tutti in tutte l’arti; dopo i tre anni li fanciulli imparano la lingua e l’alfabeto nelle mura, caminando in quattro schiere, e quattro vecchi li guidano e l’insegnano, e poi li fan giuocare, e correre, per rinforzarli, e sempre scalzi, e scapigliati, fin alli sette anni; e li conducono nell’officine dell’arti, cositori, pittori, orefici, ecc. e mirano l’inclinazione dopo il settim’anno vanno alle lezioni delle scienze naturali tutti che son quattro lettori della medesima lezione, ed in quattro ore tutte quattro le squadre si spediscono perché mentre l’altri s’esercitano il corpo, o fanno li pubblici servizi, l’altri stanno alla lezione. Poi alli dieci si metteno alle matematiche medicine e altre scienze. E c’è continua disputa tra loro e concorrenza. E quelli poi diventano officiali di quella scienza dove più riuscirono, o di quell’arte meccanica, ch’ogn’una han il suo capo. E in campagna ne lavori, e nella pastura delle bestie pur vanno ad imparare; e quello è tenuto di più gran nobiltà che più arti impara, e meglio le fa. Onde si rideno di noi che l’artifici appellam ignobili; e diciamo nobili quelli, che null’arte imparano e stann’oziosi, e tengon in ozio, e lascivia tanti servidori. L’officiali poi s’eleggono da quelli