Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/27

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
13v

[versione diplomatica] ferire, à guadagnar l’inimico con arte giocando spada, a saettare1 di lancia, à cavalcare, à seguire, à fuggire, a star nell’ordine militare. E le donne imparano anch’esse querst’arti sotto maestre, e mastri loro, per quando fusse bisogno aiutar l’huoĩ nelle guerre vicine alla Città, e se venisse assalto straniero difender le mura. Onde ben saño sparar l’archibugio, far balle, gittar pietre, et andar incontro, e si sforzano torre da loro ogni timore, et hanno gran pene q̃lli, che mostran codardia; nõ temono la morte perche credono l’immortalità dell’anima, e che morendo s’accompagnano con li spiriti buoni, ò rei, secondo li meriti, benche essi siano stati Bragmani Pitagorici, non credono trasmigrazione d’anima, se nõ p̃ qualche giudizio di Dio. Ne s’astengono di ferire il nemico ribello nemico della ragione, che nõ merita esser huõ. Fanno la mostra ogni duoi mesi, et ogni giorno c’è l’esercitio dell’armi, ò in campagna cavalcando, ò dentro, et una lettione d’arte militare; e fanno semp̃ leggere l’historie di Cesare, d’Alesandro, di Scipione e d’Annibale, e poi donano il giudizio loro quasi tutti, dicendo cqui fecero bene, cqui male, e poi risponde

[versione critica]

ferire, a guadagnar l’inimico con arte giocando spada, a saettare1 di lancia, a cavalcare, a seguire, a fuggire, a star nell’ordine militare. E le donne imparano anch’esse querst’arti sotto maestre, e mastri loro, per quando fusse bisogno aiutar l’uomini nelle guerre vicine alla Città, e se venisse assalto straniero difender le mura. Onde ben sanno sparar l’archibugio, far balle, gittar pietre, e andar incontro, e si sforzano torre da loro ogni timore, e hanno gran pene quelli, che mostran codardia; non temono la morte perché credono l’immortalità dell’anima, e che morendo s’accompagnano con li spiriti buoni, o rei, secondo li meriti, benche essi siano stati Bragmani Pitagorici, non credono trasmigrazione d’anima, se non per qualche giudizio di Dio. Ne s’astengono di ferire il nemico ribello nemico della ragione, che non merita esser uomo. Fanno la mostra ogni duoi mesi, e ogni giorno c’è l’esercizio dell’armi, o in campagna cavalcando, o dentro, e una lezione d’arte militare; e fanno sempre leggere l’istorie di Cesare, d’Alesandro, di Scipione e d’Annibale, e poi donano il giudizio loro quasi tutti, dicendo qui fecero bene, qui male, e poi risponde

  1. 1,0 1,1 e lancia, cancellato, ndt