Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/32

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

16r

[versione diplomatica] combattere per fila intessute andando altri, et altri aretrandosi avicenna, et hanno li squadroni saldi delle picche p̃ fermezza del corpo, e le spade all’ultima prova. Ci son poi li trionfi militari ad uso di Rom., et più belli, e li supplicationi ringratiatorie, e si presenta al tempio il Capitano, et si narrano li gesti dal Poeta, ò Historico, ch’andò con lui: et il princepe lo corona, et à tutti li soldati fa qualche regalo et honore, e per molti giorni sono assenti dalle fatiche publiche ma essi l’hanno à male, che nõ sanno star otiosi, et aiutano l’altri. All’incontro quelli, che per loro colpa han perduto si ricevono cõ vituperio, e chi fu il primo a fuggire nõ può scãpar la morte se nõ quando tutto l’esercito dimandi la sua vita, et ogn’uno piglia parte della pena, ma poco s’ammette tal’indulgenza e se nõ v’è gran ragione. Chi nõ aiutò l’amico, ò fece atto vile è frustato. Chi fu disobidiente si pone à morire dentro a un palco di bestie con un bastone in mano, e se vince li leoni e l’orsi, ch’è impossibile torna in gratia. Le Città superate, ò date à loro subito mettono ogni


[versione critica] combattere per fila intessute, andando altri, e altri aretrandosi avicenna, e hanno li squadroni saldi delle picche per fermezza del corpo, e le spade all’ultima prova. Ci son poi li trionfi militari ad uso di Romani, e più belli, e li supplicazioni ringraziatorie. E si presenta al tempio il Capitano, e si narrano li gesti dal Poeta, o Istorico, ch’andò con lui: e il princepe lo corona, e a tutti li soldati fa qualche regalo e onore, e per molti giorni sono assenti dalle fatiche publiche. Ma essi l’hanno a male, che non sanno star oziosi, e aiutano l’altri. All’incontro questi, che per loro colpa han perduto si ricevono con vituperio, e chi fu il primo a fuggire non può scampar la morte se non quando tutto l’esercito dimandi la sua vita, e ognuno piglia parte della pena, ma poco s’ammette tal’indulgenza e se non v’è gran ragione. Chi non aiutò l’amico, o fece atto vile è frustato. Chi fu disobidiente si pone a morire dentro a un palco di bestie con un bastone in mano, e se vince li leoni e l’orsi, ch’è impossibile torna in gratia. Le Città superate, o date a loro subito mettono ogni