Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/46

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23r

[versione diplomatica] ma nõ però travagliano li nominati; li falli di fragilità e d’ignoranza si puniscono solo cõ vituperÿ, e cõ farli imparare à contenersi, e q̃ll’arte in cui peccò, ò in altra e si trattano in modo che par l’uno mẽbro dell’altro. E qui è da sapere, che l’un peccatore sẽsa aspettare accusa va da se stesso all’officiali ad accusarsi, e dimandar mercede lo liberano dalla pena dell’occulto peccato, sia chi si vuole, mentre nõ fu accusato. Si guardan’assai dalla calunia per nõ patir la medesima pena. E p̃chè quasi semp̃ stanno accompagnati, ci vuol cinq̃ testimonÿ à convincere, se nõ se libera col giuramento, ma se due altre volte è accusato da doi, ò trè testimi al doppio paga la pena. Le leggi son pochissime tutte scritte in una tavola di rame alla porta del tempio cioè nelle colonne, nelle quali ci sono scritte tutte le quidità delle cose in frecce, che cosa è Dio, che cosa è ang̃lo, che cosa è mondo, stella, homo, & con gran sale. E d’ogni virtù la diffinitione: e li giudici d’ogni virtù hãno la sedia in quel luoco qǹ giudicano, dicono, ecco tu peccasti contra questa diffinitione; leggi: e cossi lo condannano, o d’ingratitude, e di pigritia, o d’ignoranza. E le condanne sono certe, vere medicine più che pene, e di soavità grande. Hosp. Hor dir si bisogna delli Sacerdoti, sacrificÿ, e cre-


[versione critica] ma non però travagliano li nominati; li falli di fragilità e d’ignoranza si puniscono solo con vituperi, e con farli imparare a contenersi, e quell’arte in cui peccò, o in altra e si trattano in modo che par l’uno membro dell’altro. E qui è da sapere, che l’un peccatore sensa aspettare accusa va da sé stesso all’officiali ad accusarsi, e dimandar mercede lo liberano dalla pena dell’occulto peccato, sia chi si vuole, mentre non fu accusato. Si guardan’assai dalla calunia per non patir la medesima pena. E perché quasi sempre stanno accompagnati, ci vuol cinque testimoni a convincere, se non se libera col giuramento, ma se due altre volte è accusato da doi, o tre testimoni al doppio paga la pena. Le leggi son pochissime tutte scritte in una tavola di rame alla porta del tempio cioè nelle colonne, nelle quali ci sono scritte tutte le quidità delle cose in frecce, che cosa è Dio, che cosa è angelo, che cosa è mondo, stella, uomo, ecc, con gran sale. E d’ogni virtù la diffinizione: e li giudici d’ogni virtù hanno la sedia in quel luoco quando giudicano, dicono, ecco tu peccasti contra questa diffinizione; leggi: e cossi lo condannano, o d’ingratitudine, e di pigrizia, o d’ignoranza. E le condanne sono certe, vere medicine più che pene, e di soavità grande.

Ospitalario
Or dir si bisogna delli Sacerdoti, sacrifici, e cre-