Pagina:Campanella - La Città del Sole, manoscritto, 1602.djvu/54

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27r

[versione diplomatica] altri mondi fuor di questo; ma stimano pazzia il dire che nõ ci sia niente, perche il niente ne dentro ne fuori del mondo è, et Dio infinito nõ comporta il niente seco. Fanno à metafisici principÿ delle cose l’Ente, ch’è Dio, et il niente che è il mancamento d’essere come condittione sensa cui nulla si fà, perche nõ si faria se fusse, dunque non era quel che si fà. Dal correr’al niente nasce il male, il peccato, però il peccatore si dice annichilarsi, et il peccato hà cause deficiente, nõ efficiente, la deficienza è il medesimo, che mancanza, cioè è ò di poter, ò di saper, ò di volere, et in questo ultimo mettemo il peccato, perche chi può, e sà ben fare deve volere, perche la volontà nasce da loro, ma nõ è contra. Qui ti stupisci che adorano Dio in Trinità, dicendo ch’è som̃a possanza, da cui procedere somma sapienza, e d’essi entrambi sommo Amore; ma nõ conosceno le persone destinte, e nominate al modo ñro, perche nõ hebbero revelationi, ma sanno, che in Dio c’è processione, e relatione da sè a sè. E cossi tutte cose compongono di possanza, sapienza, et Amore in quanto han l’essere; d’impotenza, insipienza et disamore in quanto pendeno dal nõ essere, e per quelle meritano, per queste peccano, ò di pecato


[versione critica] altri mondi fuor di questo; ma stimano pazzia il sire che non ci sia niente, perché il niente ne dentro ne fuori del mondo è, et Dio infinito non comporta il niente seco. Fanno a metafisici principi delle cose l’Ente, ch’è Dio, e il niente che è il mancamento d’essere come condizione sensa cui nulla si fa, perché non si faria se fusse, dunque non era quel che si fa. Dal correr’al niente nasce il male, il peccato, però il peccatore si dice annichilarsi, e il peccato ha cause deficiente, non efficiente, la deficienza è il medesimo, che mancanza, cioè è o di poter, o di saper, o di volere, e in questo ultimo mettemo il peccato, perché chi può, e sa ben fare deve volere, perché la volontà nasce da loro, ma non è contra. Qui ti stupisci che adorano Dio in Trinità, dicendo ch’è somma possanza, da cui procedere somma sapienza, e d’essi entrambi sommo Amore; ma non conosceno le persone destinte, e nominate al modo nostro, perché non ebbero revelazioni, ma sanno, che in Dio c’è processione, e relazione da sé a sé. E cossi tutte cose compongono di possanza, sapienza, e Amore in quanto han l’essere; d’impotenza, insipienza e disamore in quanto pendeno dal non essere, e per quelle meritano, per queste peccano, o di pecato