Pagina:Canti (Leopardi-Moroncini) I.djvu/13

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XII discorso proemiale

La conoscenza piena e lo studio diligente e minuto di queste cade è poi assolutamente indispensabile a chi voglia preparare un’edizione critica delle opere leopardiane. Di fatti, se alcuni pochi ma importanti autografi rimasti in casa Leopardi possono portare un non trascurabile contributo detta edizione; se un altro contributo possono recano gli autografi di Visso ed altre copie che pur dovettero esistere e che, anche se non note finora, non è interamente da disperare che possano veder la luce da un momento all’altro; per tutto il resto bisogna far capo alle carte napolitane.



    del P. La controversia innanzi al magistrato non ebbe fine; ma intanto reca questo vantaggio che fu ordinato dal Pretore del Mandamento Stella l’inventario per mano di notaio di tutti quei mss., che suggellati furon deposti e custoditi nel Monte della Misericordia di Napoli. Più tardi il conte G. Leopardi si mostrò nobilmente disposto a rinunziare ai suoi diritti, purchè i mss. passassero subito alla Nazionale di Napoli e si facesse, in occasione dcl centenario dalla nascita del P., la pubblicazione di quelli che fossero designati da una Commissione eletta dal Ministro. In seguito di ciò, fu mossa il 9 aprile 1897 interpellanza nel Senato da F. Manchi al Ministro della P. I. on. Ciantarco, con la quale si chiedeva quali fossero sul proposito gl intendimenti del Governo. E questo, dopo compiute le formalità necessarie, provocava al 23 agosto dello stesso anno un decreto reale, pei quale veniva deliberata di pubblica utilità la pubblicazione dci mss. leopardiani. Avvenuto lo svincolo giudiziario, si potè procedere a un esame più minuto di tali, pur conservandoli nello stato medesimo in cui li aveva lasciati il Ranieri e in cui aveva inventariati il notaio Delli Ponti. I vari pecchi, pieghi e involti erano nella maggior parte ammassati alla rinfusa e in gran disordine in un bauletto dì legno ricoperto di lana verde e chiuso a chiave, e in minor parte in un canestro di vimini senza chiave; e così essi eran giaciuti per lungo tempo, suggellati e custoditi, al Monte della Misericordia. Passati poi alla Casanatense a disposizione della Commissione presieduta dal Carducci, che nominata il 14 ottobre 1897 sollecitamente provvide alla pubblicazione dello Zibaldone e e del vol. degli Scritti vari inediti, furon chiusi in scatole di cartone numerate da I a XXII, cioè con la stessa numerazione dell’inventario notarile. Se non che, avendo la Commissione predetta, mentre esaminava le carte, potuto acquistare alcuni altri autografi del L. offertile in vendita, fra i quali diverse lettere o un Indice degli scritti fanciulleschi del P., questi vennero a formare un altro pacco nella scatola segnata col n. XXIII. In questo stato tutte e carte preziose passarono alla Nazionale di Napoli: dove di alcuni de più voluminosi autografi (come dello Zibald., Oper. morali, Saggio s. err. p. d. antichi) fu curata la rilegatura in pergamena e di tutti poi fu redatto un Inventario abbastanza particolareggiato dal prof. M. FAVA nel tempo (1909-1912) in cui egli, come conservatore dei mss. della Nazionale napolitana, li ebbe in custodia; il quale inventario, pubblicato nel Bollettino del bibliofilo di Napoli (fasc. dell’aprile-maggio 1819, Anno I, nn. 6-7). se mira a dare una notizia precisa del contenuto di essi mss., non può tuttavia sopperire, in sì gran disordine e confusione in cui quelli son rimasti, al desiderio e al bisogno sentite di un Catalogo ragionato dei medesimi autografi. Questo bisogno fu subito avvertito dalla Commissione predetta, che fin dal 20 dicembre '97, pubblicando il I. vol.