si grande è il numero delle donne, che hanno fatto cose maravigliose, et quasi incredibili, che non solamente non cedono à gli huomini, ma gli adeguano; et oso dire che gli vincono; se vogliamo comparare il fatto della vedova Hebrea, che dal padiglione de nemici se ne portò il capo d'Olopherne; la memorabile vendetta di Thomaris contra colui che le havea il figliuolo ucciso; i varij casi nelle lunghe guerre di Zenobia, l'animo invitto delle donne d'Aquileia, quando assediata la loro città da Massimino, quasi all'estremo ridotte si tagliarono i capegli, et gli diedero à mariti, et à fratelli, per far corde à gli archi, co quali potessero difendersi. Il somigliante fecero le Carthaginesi contra il minore Africano, e'l Romano essercito. Fecerlo etiandio le Romane; quando per lo furor Fră(n)cesco furono assediate in Campidoglio: avanti ch'el buon Camillo, dimenticata l'ingiuria fattagli dall'ingrata patria, à tempo la sovenisse. La onde fu poi consacrato da Romani il tempio alla Calva Venere. Ne lasciaremo delle donne di Persia, che vedendo i mariti, fratelli et parenti nella zuffa fuggire; fatteglisi incontro, poi che con le parole non poterono la loro fuga arrestare; alzatisi i panni gli mostrarono quelle parti, che la Natura s'ingegnò di coprire: dimandando se forse ivi volessono nascondersi: et cosi gli constrinsero per vergogna al fatto d'arme ritornare. Che diremo delle Spartane? che alloro figliuoli andando alla guerra, lo scudo nel sinestro braccio acconciavano, dicendogli, ò con questo, ò in questo; facendogli intendere che ò morti ò vivi à casa honoratamĕ(n)te tornassero; ne per dapocagine et timore si dessero nelle