Pagina:Capuana - Giacinta.djvu/10

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vente. E che dialogo!... Ma in quel tempo di romanzi storici trasudanti politica da tutti i pori, i casi d’una povera donna caduta, cui l’amore redimeva, parvero antiartistica e antipatriottica bestemmia; e l’indignazione della stampa fu tale, che il Tommaseo non ebbe animo di ricominciare. Strano ingegno questo Dalmata! Sembrava non sapesse decidersi ad essere o tutt’artista o tutto pedante! Stranissimo pedante innanzi tutto, le cui arditezze di pensiero e di forma nel racconto e nella poesia rimangono, dopo tant’anni, tresche e ammirabili ancora!

Nel ’75, la nuova generazione, venuta su un po’ stordita dagli avvenimenti politici, ignorava quel racconto e non poteva trarne nessun insegnamento. Già ci mancava poco elle il Tommaseo non passasse in quel tempo per codino, anzi per clericale, e questo non era per noi una bella raccomandazione. Inoltre, occorreva un fiuto particolare, un’intelligenza fuor del comune per avvedersi che in quel racconto ci era già il primo passo verso un’assimilazione della forma narrativa francese. Vissuto molto in Francia, immune dei pregiudizi de’ suoi contemporanei contro le letterature straniere, il Tommaseo non guardava con occhio di commiserazione i romanzi del Balzac e della Sand, come gli altri nostri letterati facevano. E la vasta e varia cultura, e l’esperienza della vita, e l’indole riflessiva, e la mente penetrante, permettendogli di apprezzare un’arte di cui non avevamo nessun piccolo saggio tra noi, lo mettevano meglio di qualunque altro nel caso di trapiantarne il germe nel nostro suolo e bene acclimarvelo. Ma nessuno si accorse di questo; e i romanzi storico-politici continuarono a essere in onore, quantunque le pallide imitazioni feuillettiane cominciassero a contender loro il terreno. Quando poi le circostanze fecero perdere a quelli il po’ di merito loro, un merito estraneo all’arte, e queste apparvero fiacche e manchevoli; appena le menti libere da ogni impaccio sentirono il fresco profumo d’arte viva che penetrava da ogni lato, sentii anch’io insieme con gli altri la smania di cimentarmi nel libero arringo. La mia evoluzione era quasi compiuta. Provatomi nella novella, niente di più naturale che volessi provarmi nel romanzo. Però