Pagina:Caragiale - Novelle rumene (1914).djvu/86

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84 I. L. CARAGIALE


cora due invitati, il Prefetto condusse con molta cortesia il pope, malgrado le sue proteste, in un altro salotto ed entrò nello studio per sbrigare gli altri due.

Il pope passando nel salotto si fermò un momento. Era molto tempo che non era entrato in un appartamento simile!... Da molto tempo i suoi occhi non erano carezzati da una tale combinazione di forme e colori! Era veramente meraviglioso. Il salotto dava sul giardino e il riflesso degli alberi, passando attraverso le stuoie, aggiungeva un incanto a quell’interno ricco e di buon gusto.

Fece un passo, avanzando come un viandante in una vallata piena di ricordi incantevoli, che rivede dopo un lungo smarrimento. Attonito, guardò intorno a sè; ma quando il suo sguardo si fermò sul canto dove la luce venuta da tre grandi finestre si rifletteva, il viandante rimase confuso... un grido soffocato uscì dalla sua gola: i suoi occhi avevano incontrato gli sguardi di un gran ritratto...

Era un’apparizione — più dolce, più buona, felice. Sorrideva con lo stesso sorriso indimenticabile, composto di molta mitezza e di molta passione; tanta intelligenza lucida e tanti istinti ciechi... Il vecchio