Pagina:Carlo Rosmini Ragionamento degli Scrittori Trentini 1792.djvu/27

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di Carlo Rosmini. 27

sicurato la Donna d’un’eterna fedeltà con quegli scongiuri, e con quelle promesse che gli amanti più facilmente fanno che non mantengono, passa a regalare il suo detrattore d’una lunga serie di villanìe e di funesti augurj, non male imitando il famoso Poemetto d’Ovidio contra Ibi.

Ma piaccia a Dio, che sempre in pene, e in guai
    Viva colui che fu prima cagione
    Di tanto nostro mal come tu sai.
Possa in odio venir alle persone
    Quella malvagia lingua scelerata,
    E in disgrazia di Giove e di Plutone

e in altro luogo:

Oh quanto m’era duro il lasciar voi!
    Ma più duro pareami che ’l mio onore,
    Restando, in dubbio fosse, onde il furore
    Scacciò da se tutti i contrarj suoi.

Partitosi passò in Germania, ove per avventura fu in quest’occasione che bene accolto da Carlo Arciduca d’Austria, fu fatto suo Consigliere, come si raccoglie da una Elegia latina d’Adamo Bernero di Slesia, con questo titolo parasito:

Generoso atque Excellentissimo Viro Dño Christophoro Bucetto J. U. D. peritissimo, nec non potentissimi Princip. Caroli Archid. Austriae Consiliar. Stud. faut. Inclitm̃o Dño ac patrono suo gratios. Adamus Bernerius Silesiae, artium liberalium studiosus.