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la villa medicea di careggi 23

costruzione d’un palazzo di tanta magnificenza che sarebbe riuscito il più suntuoso di quanti erano nella città, avrebbe avvalorato le accuse che gli si facevano già di voler essere il signore di Firenze. Perciò nelle sue conversazioni artistiche egli ebbe sempre grandi parole d’elogio per il modello del grande architetto di S. Maria del Fiore; ma non volle decidersi mai a porlo in opera e finì anzi per adottare il disegno d’un palazzo più modesto, per quanto artisticamente pregevole suggeritogli da Michelozzo.

Donatello lavorò moltissimo e più d’una volta per Cosimo de’ Medici e stanno tuttora a farne fede le porte, le decorazioni, i monumenti della Sagrestia Vecchia di S. Lorenzo, i due amboni della stessa chiesa, i medaglioni del palazzo Mediceo, la fontana di Castello, senza contare tanti altri lavori che sono andati pur troppi dispersi e che facevano fede all’altissimo concetto in cui Cosimo de’ Medici teneva l’ingegno meraviglioso dell’artista che iniziò nella storia dell’arte uno dei più splendidi periodi, ispirando i concetti elevatissimi allo studio accurato e intelligente del vero.

Michelozzo Michelozzi operò più di tutti per Cosimo e si può dir che ne fosse l’architetto favorito, certo perchè seppe interpetrare i gusti e i desiderj del mecenate e indovinarne quasi il pensiero. Basta enumerare le principali opere compiute dall’elegante e ingegnosissimo artista per farsi un adeguato concetto della ricchezza Medicea, dell’amore che in quella famiglia si nutrì per l’arte e per giustificare l’affermazione che in sole opere pubbliche Cosimo de’ Medici impiegò la cospicua somma di 500,000 fiorini d’oro.

Il convento di S. Marco, il Noviziato di S. Croce, S. Gi-