Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/101

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libro secondo. 85


duti, in un suo giardino, ed invitagli con grandissima instanza a spogliarsi in giuppone e giocar seco a saltare.

XI. Rise messer Federico; poi soggiunse: Sono alcuni altri esercizi, che far si possono nel publico e nel privato, come è il danzare; ed a questo estimo io che debba aver rispetto il Cortegiano: perchè danzando in presenza di molti ed in loco pieno di popolo parmi che si gli convenga servare una certa dignità, temperata però con leggiadra ed aerosa dolcezza di movimenti; e benchè si senta leggierissimo, e che abbia tempo e misura assai, non entri in quelle prestezze dei piedi e duplicati rebattimenti, i quali veggiamo che nel nostro Barletta stanno benissimo, e forse in un gentiluomo sariano poco convenienti: benchè in camera privatamente, come or noi ci troviamo, penso che licito gli sia e questo, e ballar moresche e brandi; ma in publico non così, fuorchè travestito, e benchè fosse di modo che ciascun lo conoscesse, non dà noja; anzi per mostrarsi in tai cose nei spettacoli publici, con arme e senza arme, non è miglior via di quella; perchè lo esser travestito porta seco una certa libertà e licenza; la quale tra l’altre cose fa che l’uomo può pigliare forma di quello in che si sente valere, ed usar diligenza ed attilatura circa la principal intenzione della cosa in che mostrar si vuole, ed una certa sprezzatura circa quello che non importa, il che accresce molto la grazia: come saria vestirsi un giovane da vecchio, ben però con abito disciolto, per potersi mostrare nella gagliardia; un cavaliero in forma di pastor selvatico o altro tale abito, ma con perfetto cavallo, e leggiadramente acconcio secondo quella intenzione: perchè subito l’animo de’ circostanti corre ad imaginar quello che agli occhi al primo aspetto s’appresenta; e vedendo poi riuscir molto maggior cosa che non prometteva quell’abito, si diletta e piglia piacere.

Però ad un principe in tai giochi e spettacoli, ove intervenga fizione di falsi visaggi, non si converria il voler mantener la persona del principe proprio, perchè quel piacere che dalla novità viene ai spettatori mancheria in gran parte, chè ad alcuno non è nuovo che il principe sia il principe; ed esso, sapendosi che. altre allo esser principe, vuol aver an-