Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/102

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86 il cortegiano


cor forma di principe, perde la libertà di far tutte quelle cose che sono fuor della dignità di principe; e se in questi giochi fosse contenzione alcuna, massimamente con arme, poria ancor far credere di voler tener la persona di principe per non esser battuto, ma riguardato dagli altri; oltra che, facendo nei giochi quel medesimo che dee far da dovero quando fosse bisogno, levaria l’autorità al vero, e pareria quasi che ancor quello fosse gioco: ma in tal caso, spogliandosi il principe la persona di principe, e mescolandosi egualmente con i minori di sè, ben però di modo che possa esser conosciuto; col rifiutar la grandezza piglia un’altra maggior grandezza; che è il voler avanzar gli altri non d’autorità ma di virtù, e mostrar che ’l valor suo non è accresciuto dallo esser principe.

XII. Dico adunque che ’l Cortegiano dee in questi spettacoli d’arme aver la medesima avvertenza, secondo il grado suo. Nel volteggiar poi a cavallo, lottar, correre saltare, piacemi molto fuggir la moltitudine della plebe, o almeno lasciarsi veder rarissime volte; perchè non è al mondo. cosa tanto eccellente, della quale gli ignoranti non si sazieno, o non tengan poco conto, vedendola spesso. Il medesimo giudico della musica: però non voglio che ’l nostro Cortegiano faccia come molti, che subito che son giunti ove che sia; e alla presenza ancor di signori de’ quali non abbiano notizia alcuna, senza lasciarsi molto pregare, si mettono a far ciò che sanno, e spesso ancor quel che non sanno; di modo che par che solamente per quello effetto siano andati d farsi vedere, e che quella sia la loro principal professione. Venga adunque il Cortegiano a far musica, come a cosa per passar tempo, e quasi sforzato, e non in presenza di gente ignobile, nè di gran moltitudine; e benchè sappia ed intenda ciò che fa, in questo ancor voglio che dissimuli il studio e la fatica che è necessaria in tutte le cose che si hanno a far bene, e mostri estimar poco in sè stesso questa condizione, ma, col farla eccellentemente, la faccia estimar assai dagli altri.

XIII. Allor il signor Gaspar Pallavicino, molte sorti di musica, disse, si trovan, così di voci vive, come d’instrumenti: però a me piacerebbe intender qual sia la miglior tra tutte, ed a che tempo debba il Cortegiano operarla. — Bella