Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/123

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

libro secondo. 107


senza causa alcuna che si possa comprendere: però giungendo alla presenza di quello, e non essendo dagli altri per prima conosciuto, benchè sia arguto e pronto nelle risposte, e si mostri bene nei gesti, nelle maniere, nelle parole, ed în ciò che si conviene, quel signore poco mostrarà d’estimarlo, anzi più presto gli farà qualche scorno; e da questo nascerà che gli altri subito s’accommodaranno alla volontà del signore, e ad ognun parerà che quel tale non vaglia, nè sarà persona . che l’apprezzi o stimi, o rida de’ suoi detti piacevoli, o ne tenga conto alcuno; anzi cominciaranno tutti a burlarlo, e dargli la caccia; nè a quel meschino basteran buone risposte, nè pigliar le cose come dette per gioco, chè insino a’ paggi se gli metteranno21 attorno, di sorte che, se fosse il più valoroso uomo del mondo, sarà forza che resti impedito e burlato. E per contrario, se ’l principe si mostrarà inclinato ad un ignorantissimo, che non sappia nè dir nè fare, saranno spesso i costumi ed i modi di quello, per sciocchi ed inetti che siano, laudati con le esclamazioni e stupore da ognuno, e parerà che tutta la corte lo ammiri ed osservi, e ch’ognun rida de’ suoi motti, e di certe arguzie contadinesche e fredde, che più presto dovrian mover vomito che riso: tanto son fermi ed ostinati gli uomini nelle opinioni che nascono da’ favori e disfavori de’ signori. Però voglio che ’l nostro Cortegiano, il meglio che può, oltre al valore, s’ajuti ancor con ingegno ed arte; e sempre che ha d’andare in loco dove sia nuovo e non conosciuto, procuri che prima vi vada la buona opinion di sè che la persona, e faccia che ivi s’intenda che esso in altri lochi, appresso altri signori, donne e cavalieri, sia ben estimato; perchè quella fama che par che nasca da molti giudici genera una certa ferma credenza di valore, che poi, trovando gli animi così disposti e preparati, facilmente con l’opere si mantiene ed accresce: oltra che si fugge quel fastidio ch’io sento quando mi viene domandato chi sono, e quale è il nome mio.

XXXI. Io non so come questo giovi; rispose messer Bernardo Bibiena; perchè a me più volte è intervenuto; e, credo, a molt’altri, che avendomi formato nell’animo, per detto di persone di giudicio, una cosa esser di molta eccel-