Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/172

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156 il cortegiano


così da un canto che stava un poco sospeso, giudicaì aver trovata la mia ventura, e subito gli corsi come un famelico falcone alla preda; e prima domandatogli chi egli era, ed esso rispostomi, mostrai di conoscerlo, e con molte parole cominciai ad indurlo a credere che ’l barigello l’andava cercando per alcune male informazioni che di lui s’erano avute, e confortarlo che venisse meco insino alla cancellaria, chè io quivi lo salvarei. Il Frate, pauroso e tutto tremante, parea che non sapesse che si fare, e dicea dubitar, se si dilungava da San Celso, d’esser preso. Io pur facendogli buon animo, gli dissi tanto, che mi montò in groppa; ed allor a me parve d’aver appien compito il mio disegno: così subito comincia a rimettere il cavallo per Banchi, il qual andava saltellando, e e traendo calci. Imaginate or voi, che bella vista facea un Frate in groppa d’una maschera, col volare del mantello è scuotere il capo inanzi e ’ndrieto, che sempre parea che andasse per cadere. Con questo bel spettacolo cominciarono que’ signori a tirarci ova dalle finestre, poi tutti i banchieri, e quante persone v’erano; di modo che non con maggior impeto cadde dal cielo mai la grandine, come da quelle finestre cadeano l’ova, le quali per la maggior parte sopra di me venivano; ed io per esser maschera non mi curava, e pareami che quelle risa fossero tutte per lo Frate e non per me; e per questo più volte tornai inanzi e ’ndietro per Banchi, sempre con quella furia alle spalle: benchè il Frate quasi piangendo mi pregava ch’io lo lasciassi scendere, e non facessi questa vergogna all’abito; poi di nascosto il ribaldo si facea dar ova ad alcuni staffieri posti quivi per questo effetto, e mostrando tenermi stretto per non cadere, me le schiacciava nel petto, spesso in sul capo, e talor in su la fronte medesima; tanto ch’io era tutto consumato. In ultimo, quando ognuno era stanco e di ridere e di tirar ova, mi saltò di groppa, e calatosi indietro lo scapolaro, mostrò una gran zazzara, e disse: Messer Bernardo, io son un famiglio di stalla di San Pietro ad Vincula, e son quello che governa il vostro muletto, — Allor io non so qual maggiore avessi o dolore o ira o vergogna; pur, per men male, mi posi a fuggire verso casa, e la mattina seguente non osava comparere; ma