Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/193

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libro terzo. 177


sorte, che non paja vana e leggiera. Ma perchè alle donne è licito e debito aver più cura della bellezza che agli uomini, e diverse sorti sono di bellezza; deve questa donna aver giudicio di conoscer quai sono quegli abiti che le acerescon grazia, e più accommodati a quegli esercizii ch’ella intende di fare in quel punto, e di quelli servirsi: e conoscendo in sè una bellezza vaga ed allegra, deve ajutarla coi movimenti, con le parole e con gli abiti, che tutti tendano10 allo allegro; così come un’altra, che si senta aver maniera mansueta e grave, deve ancor accompagnarla coi modi di quella sorte, per accrescer quello che è dono della natura. Così essendo un poco più grassa 0 più magra del ragionevole, o bianca o bruna, ajutarsi con gli abiti, ma dissimulatamente più che sia possibile; e tenendosi delicata e polita, mostrar sempre di non mettervi studio o diligenza alcuna.

IX. E perchè il signor Gasparo domanda ancor, quai siano queste molte cose di che ella deve aver notizia, e di che modo intertenere, e se le virtù deono servire a questo intertenimento: dico che voglio che ella abbia cognizion di ciò che questi signori han voluto che sappia il Cortegiano; e di quelli esercizii che avemo detto che a lei non si convengono, voglio che ella n’abbia almen quel giudicio che possono aver delle cose coloro che non le oprano: e questo per saper laudare ed apprezzar i cavalieri più e meno, secondo i meriti. E per replicar in parte in poche parole quello che già s’è detto, voglio che questa Donna abbia notizia di lettere, di musica, di pittura, e sappia danzar e festeggiare; accompagnando con quella discreta modestia e col dar buona opinion di sè ancora le altre avvertenze che son state insegnate al Cortegiano. E così sarà nel conversare, nel ridere, nel giocare, nel motteggiare, in somma in ogni cosa, gratissima; ed intertenerà accommodatamente, e con motti e facezie convenienti a lei, ogni persona che le occorrerà. E benchè la continenza, la magnanimità, la temperanza, la fortezza d’animo, la prudenza e le altre virtù paja che non importino allo intertenere, io voglio che di tutte sia ornata, non tanto per lo intertenere, benchè però ancor a questo possono servite, quanto per esser virtuosa, ed acciò che queste virtù