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190 il cortegiano


tarvi d’una donna, la quale avendo dimostrate al senato che ragionevolmente dovea morire, allegra e senza timor alcuno tolse in presenza di Sesto Pompeo il veneno, con tanta costanza d’animo, e così prudenti ed amorevoli ricordi ai suoi, che Pompeo e tutti gli altri, che videro in una donna tanto sapere e sicurezza nel tremendo passo della morte, restarono non senza lacrime confusi di molta maraviglia.

XXV. Allora il signor Gasparo, ridendo, Io ancora mi ricordo, disse, aver letto una orazione, nella quale un’infelice marito domanda licenza al senato di morire, ed approva averne giusta cagione, per non poter tolerare il continuo fastidio del cianciare di sua moglie, e più presto vuol bere quel veneno, che voi dite che si servava publicamente per tali effetti, che le parole della moglie. — Rispose il Magnifico Juliano: Quante meschine donne ariano giusta causa di domandar licenza di morir, per non poter tolerare, non dirò le male parole, ma i malissimi fatti dei mariti! ch’io alcune ne conosco, che in questo mondo patiscono le pene che si dicono esser nell’inferno. — Non credete voi, rispose il signor Gasparo, che molti mariti ancor siano che dalle mogli hanno tal tormento, che ogni ora desiderano la morte? — E che dispiacere, disse il Magnifico, possono far le mogli ai mariti, che sia così senza rimedio come son quelli che fanno i mariti alle mogli? le quali, se non per amore, almen per timor sono ossequenti ai mariti. — Certo è, disse il signor Gaspar, che quel poco che talor fanno di bene procede da timore, perchè poche ne sono al mondo che nel secreto dell’animo suo non abbiano in odio il marito. — Anzi in contrario, rispose il Magnifico; e se ben vi ricorda quanto avete letto, in tutte le istorie si conosce che quasi sempre le mogli amano i mariti più che essi le mogli. Quando vedeste voi o leggeste mai che un marito facesse verso la moglie un tal segno d’amore, quale fece quella Camma verso suo marito?12 — Io non so, rispose il signor Gaspar, chi sì fosse costei, nè che segno la si facesse. — Nè io, — disse il Frigio. Rispose il Magnifico: Uditelo; e voi, madonna Margherita, mettete cura di tenerlo a memoria.

XXVI. Questa Camma fu una bellissima giovane, or-