Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/230

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214 il cortegiano


onore fu levato di quella grotta, e portato alla sepoltura in Roma, con una corona in testa di lauro, accompagnato da un numero infinito d’uomini e di donne; tra’ quali non fu alcuno che a casa riportasse gli occhi senza lacrime21; e così universalmente da tutto ’l popolo fu quella rara anima non men pianta che laudata.

XLIX. Ma per parlarvi di quelle che voi stesso conoscete, non vi ricorda aver inteso che andando la signora Felice dalla Rovere a Saona, e dubitando che alcune vele che si erano scoperte fossero legni di Papa Alessandro che la seguitassero, s’apparecchiò con ferma deliberazione se si accostavano, e che rimedio non vi fosse di fuga, di gittarsi nel mare: e questo non si può già credere che lo facesse per leggerezza, perchè voi così come alcun altro conoscete ben di quanto ingegno e prudenza sia accompagnata la singolar bellezza di quella signora. Non posso pur tacere una parola della signora Duchessa nostra, la quale essendo vivuta quindeci anni in compagnia del marito come vedoa, non solamente è stata costante di non palesar mai questo a persona del mondo, ma essendo dai suoi proprii stimolata ad uscir di questa viduità, elesse più presto patir esilio, povertà; ed ogn’allra sorte d’infelicità, che accettar quello che a tutti gli altri parea gran grazia e prosperità di fortuna; — e seguitando pur messer Cesare circa questo, disse la signora Duchessa: Parlate d’altro, e non entrate più in tal proposito, chè assai dell’altre cose avete che dire. — Soggiunse messer Cesare: So pur che questo non mi negherete, signor Gasparo, nè voi, Frigio. — Non già, rispose il Frigio; ma una non fa numero.

L. Disse allora messer Cesare: Vero è che questi così grandi effetti occorrono in poche donne: pur ancora quelle che resistono alle battaglie d’amore, tutte sono miracolose; e quelle che talor restano vinte, sono degne di molta compassione: chè certo i stimoli degli amanti, le arti che usano, i lacci che tendono, son tanti e così continui, che troppa maraviglia è che una tenera fanciulla fuggir gli possa. Qual giorno, qual’ora passa mai, che quella combattuta giovane. non sia dallo amante sollecitata con denari, con presenti, e