Pagina:Castiglione - Il libro del Cortegiano.djvu/338

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322 annotazioni


3. CESARE GONZAGA: Lib. I, cap. 8, 13, 18, 23, 24, 28, 34, 53; Lib. II, cap. 10, 20, 27, 53, 56; Lib. III, cap. 3, 7, 40-52, 64, 70-72; Lib. IV, cap. 18, 30, 36, 60, 72, 73.

«Cugino ed intrinseco amico del conte Baldassarre. Questi alla gloria dell’armi univa con maraviglioso innesto l’ornamento delle lettere, e una incredibile prontezza e maturitá di giudizio; talché riuscí non men valoroso guerriero, che leggiadro poeta, e grande ed accorto ministro. Dopo la morte del duca Guidubaldo fu con onoratissime condizioni trattenuto da Francesco Maria della Rovere, a cui prestò rilevanti servigii così in pace come in guerra. Ed avendo nel 1512 ridotta Bologna all’obedienza del Pontefice, sovragiunto da una gagliarda febre, vi morí assai giovane, lasciando a tutti coloro che l’avevano conosciuto acerba e dolorosa memoria della sua morte.» Serassi.

4. Conte LUDOVICO CANOSSA: Lib. I, cap. 13, 14, 16-22, 25-29, 34-47, 49-55; Lib. II, cap. 44; Lib. III, cap. 34, 67, 74; Lib. IV, cap. 42, 55, 56, 60.

Stretto parente del Castiglione, fu poscia Nunzio Apostolico in Francia, vescovo di Tricarico e indi di Bajous, ed ambasciatore del re Francesco I presso la Republica di Venezia.

5. FEDERICO FREGOSO: Lib. I, cap. 12, 29-31, 37-39, 55; Lib. II, cap. 6-44, 84, 100; Lib. III, cap. 2, 53-56, 68; Lib. IV, cap. 56.

Figliolo della signora Gentile Feltria sorella del duca Guidubaldo, ed amicissimo del Castiglione. Fu poscia arcivescovo di Salerno e cardinale.

6. OTTAVIANO FREGOSO: Lib. I, cap. 40; Lib. II, cap. 91, 92; Lib. III, cap. 3, 51, 76, 77; Lib. IV, cap. 3-10, 12-14, 16-19, 21-35, 37-49.

Fratello del precedente; fu poscia doge di Genova. Morì infelicemente, prigione del Pescara.

7. PIETRO BEMBO: Lib. I, cap. 14, 45; Lib. II, cap. 27, 29, 43, 52-54; Lib. IV, cap. 45, 20, 50-54, 56-71.

Fu il Bembo amicissimo del Castiglione, essendosi conosciuti lungamente prima alla corte d’Urbino, poi in Roma durante il ponteficato di Leone X, che lo nominò suo secretario. Il Castiglione gli diede ad esaminare e correggere il suo Dialogo. Dopo la morte del Castiglione, fu da papa Paolo III creato cardinale.