Pagina:Castinelli - Delle strade ferrate in Toscana,1842.djvu/21

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della linea Leopolda innegabilmente più battuto dalle persone, cioè fra Pisa e Livorno. Ed io voglio sperare che il detto transito delle persone, operato per mezzo del vapore con varie e rapide corse ogni giorno, possa acquistare in breve un grande sviluppo. Ma in quanto alle mercanzie, giunte che sieno a Pisa per Arno proseguiranno io presumo a navigare sul fosso fino a Livorno; e le più leggere soltanto e di maggior prezzo potranno valersi della strada ferrata.

42. Ma quando questo tronco, che chiamerò Pisano farà parte della gran linea di commercio littoranea da Genova e da Parma per Livorno, come non sperare di vedere anche sovr’esso attivato un considerevole trasporto di merci? Allora il sistema delle guide di ferro accessibili alle ruote comuni diventerà anche per questo tronco preferibile a quello usato finora e potremo praticarlo sull’istesso piano e in sostituzione del primo. La qual preferenza mi sembra pure ragionatissima per la gran linea che da Pistoja proseguendo la transappennina di Bologna, scenderà a Livorno, raccogliendo pure il transito di Firenze, di Prato, di Pescia e di Modena. Poichè senza fermarsi sulle obiezioni di poco conto che suscitare può il sistema delle proposte rotaje, concluderà meco ognuno: che per esso il transito cessa di essere un privilegio pei soli veicoli di una Compagnia, cessa la necessità di continuamente traslocare su quelli le merci, i bagaglj e le persone, con scapito di tempo e di danaro e dando luogo ad un enorme consumo delle rotaje istesse: che la strada ferrata diventa invece il patrimonio di tutti, che tutti ne godono secondo i loro individuali bisogni; e che quando questi progressivamente si accrescono non v’è ostacolo che possa trattenere il naturale sviluppo di quel velocissimo movimento di transito che tutti vagheggiano, e che non potrebbe essere durevole se fosse effetto di cause meramente accidentali.