Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 1.djvu/208

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A PIETRO CARDINALE PORTUENSE (A).

I. Desidera vederlo uuude e mansueto agnello, ponendoli avanti gli occhi la mansuetudine e l’umiltà di Jesù Cristo per acquistare queste virtù.

II. L’csorta a vestirsi di carità, di pazienzia e dell’altre virtù per salute dell’anime ed utile di santa Ch.esa, con la memoria u dell’amore di Dio verso di noi, propunendoli l’esempio di s. Girolamo e degli altri servi di Dio.

HI. L’ esorta ad essere leone nella fortezza, imitando anco in qnesta virtù I’ istesso Cristo, il quale vinse la morte per darci vita, e come in Jesù Cristo partecipiamo di tutte tre le Divi ne persone.

IV. Lo prega ad amare il sommo pontefice, e pregarlo a voltare il gonfalone della croce contra gl’infedeli, sperando così di placare ancora i ribelli. « Al nome di.Jesà Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. voi, dilettissimo e reverendissimo padre

fratello in Cristo Jesù. Io Catarina, serva e schiava dei servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi un agnello umile e mansueto, imparando dall’Agnello immacolato che fu umile e mansueto, in tanto che non fu udito il grido suo per veruna mormorazione, ma come agnello che non si difende, si lasciò menare al macello della santissima e dura croce. 0 inestimabile fuoco d’amore, la carne ci