Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/156

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156 A FRATE NICCOLÒ DA MONTE ALCINO dell’órdine DE* FRATI PREDICATORI.

i * I. L’esorta a seguitare la croce e la via di Gesù Critto cbe sono ’ ■ i patimenti e’1 disonore patiti per amor suo; e come il crocifisso ci serra di scala per arrivare alla perfetta carità.

II. Lo prega ad aver cura delle sue pecorelle e singolarmente gliene raccomanda alcune qui nominate.

H9., Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I* voi, dilettissimo e carissimo figliuolo mio in Cristo Jesù, io Catarina, serva e schiava de* servi di Jesù Cristo, scrivo nel prezioso sangue suo con desiderio di vedervi posto in su la mensa della santissima croce, dove si trova l’Agnello immaculato che se fatto a noi cibo, mensa e servitore. Considerando me, che d altro cibo non si può dilettare, nè saziare l’anima, dico che ci conviene andare per la via: egli è essa via: qual fu la via sua? fu quello che egli mangiò in essa via; pene, obrobrii, strazi! e villanie, ed ialino l’obrobriosa morte della croce. Convienci salire, poiché siamo giunti all’obietto nostro: veramente così fa 1* anima, poiché ha veduta la via che ha fatta il maestro suo. O che è a vedere tanto consumato amore, che di sè medesimo, cioè del corpo suo ha fatto scala per levarci della via delle pene e