Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/160

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i6o e non schifare i colpi, ne voliere il capo a dietro, ma ragguardare il nostro capitano Cristo crocifisso, che sempre perseverò, e non lassò per detto’ de’ giudei, quando dicevano!

discende della croce; nò per dimonio, neper nostra ingratitudine, ma persevera, e non lassa però di compire l’obedienzia del padre e la salute nostra infino all’ ultimo, che torna al Padre Eterno con la vittoria, che gli ha avuta d’aver tratta Kumana generazione dalle tenebre, e rendntali la luce della grazia, vincendo il dimonio ed il mondo con lutte le^ delizie sue, e n*è rimaso morto. Questo Agnello ha dato la morte a sè per render la vita a noi: colla morte sua distrusse la morte nostra; il sangue e la perseveranzia di questo capitano ci debba fare inanimare a ogni battaglia, portando pene, strazio, rimproverio e villania per lo suo amore: avere povertà volontaria, umiliazione di cuore, obedienzia compiuta e perfetta: a questo modo, quando sarà distrutta la nuvila del corpo suo, tornarà colla vittoria alla città di vita eterna: arà sconfitto il dimonio, il mondo e la carne, che sono tre perversi nemici, e singularmente la carne, che sempre ci stimola ed impugna contro lo spirito: conviencela domare e macerare col digiuno, vigilie ed orazioni, e le cogitazioni che vengono, cacciarle colle continue e sante imaginazioni, imaginando e cogitando quanto è il fuoco dell ardentissima carità; quanto elli ha fatto per noi per grazia e non per debito; che il padre ci ha dato il Verbo deH’unigeiiilo suo Figliuolo ed il Figliuolo ha dato la vita, che per amore ha svenato ed aperto il corpo suo, che da o^ni parte versa sangue: elli ha lavate le macchie delle nostre iniquità di sangue: quando l’anima ragguarda tanto amore, ^consumasi per amore, e non h pare potere fare tanto, nè potrebbe, se desse il corpo suo ad ogni pena

tormento: non gli pare potere, nò può satisfare a tanto amore, c a tanti bcnefizii, quanto riceve dal suo Creatore: egli è il dolce Dio nostro, che ci amò senza essere amato. Or con questo modo cacciarclc le cogitazioni del dimonib; ina