Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/168

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iG8 A uno Genovese del terzo Ordine di santo Francesco, else aveva preso una conversazione spiriiiiaìe con una donna, per lo elio pativa molte pene (//).

.1 ’ ’ 1 v i . ’ ) I . f ’ 1 I. L’esorta ad esser combattitore virile contro de’suoi nemici co!

  • ► J ^ intìzzo d’ un vivo lume della sanla fede, e dimostra come l’amor proprio fortifica i nostri nemici, onde conviene pri.

valsone e vestirci della volontà di Dio per soperarli.

II. Del modo e misura d’amare le creature con la carità verso Iddio.

III. Procura animarlo ad una vera contrizione, ad esser forte nelle tentazioni, ed unirsi con la santa croce.

IV. L’ esorta a ponersi davanti gli occhi il sangue di Gesù Cristo, e fuggire I’occasione de! peccato per ottenere la perseveranza.

Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce.

I. sparissimo fratello in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi vero combattitore, siccome vero cavaliere virile col lume, e con lo scudo della santissima fede riparare ai colpi,

con esso lume cognosccre quale è quella cosa che fortifica i nemici e quale indebiliscc, acciocché abbracciate il remedio che gli fa debili, e fuggiate la cagione che gli fortifica: quale è la cagione clic gli fortifica? è la propria ’ volontà fondata in amore pròI