Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/196

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Annotazioni alla Lettera 126.

j * (.’/) Questa lettera per isbaglio o dello stampatore, o di cbi si tolse in cura di darla alla luce, era tutta quanti a disteso posta due volle, e col lifolo stesso essendo la 77 e la 137 nella impressione d’Aldo

raddoppiata pure la dà il Farri, laonde in quella edizione si è posta solamente una volta.


(/?) Ora per la divina grazia tengono V interdetto. Era la santa in Firenze portataci da’comandi di Gregorio XI a ripigliare il filo (er l’accomodamento delle differenze tra la Chiesa e quella repubilica.

Come già s’avvertì nelle annotazioni alla lettera a5, aveà quella città lasciato d’ osservare l’interdetto in cui era incorsa, tornando per» dopo alquanti mesi alla ubbidienza degli ordini del pontefice, e con quest’alto fecesi per essa il primo passo per tornare in grazia del pontefice. Che ella avesse tutta la parte in ridurre quel popolo alla ubbidienza dovuta al sagro divieto, ce n’assicura il beato Stefano Maconi che le tenne compagnia; il quale in alcune annotazioni cbe ha lasciate per la leggenda della santa, favellando della sua andata a Firenze, e come il primo dì che vi giugnesse, facessevi tre bellissime orazioni, soggingne: Et grafia divina tanta est per eam operata, tjuod libi cum inaxmto contempla sedis apostolica? fregerant interdìctiim, ad ipsius virgmis exortationem iterimi assumpserunt, atipie servaverunt.

(C) Frate Antonio, ec. I qui nominati sono frate Antonio da Nizza, maestro Giovanni Tantucci e Fra Felice da Massa, tutti eremitaiK ed uomini segnalali di virtù.