Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/21

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esso ponte, corriva l’acqua di sotto e le spine erano conculcate da loro piei, e però non lo’ faceva male, cioè die neU’a(Tetto loro non curavano le spine delle molte persecuzioni, ma con pazienzia vera portavano la prosperità del mondo, che sono quelle crudeli spine che danno morte all’ anima che lo possiede con disordinato amore: essi le spregiavano, come se fussero state veleno, ed neuna altra cosa attendevano, se non di dilettarsi in croce con Cristo, perocché loro obietto era egli. Altri v’ erano che andavano lentamente: e perchè andavano lenti? perchè s’avevano posto dinanzi all’occhio dell’ intelletto, non Cristo croci’isso, ma le consolazioni che traevano da Cristo crocifisso, le quali lo’dava amore imperfetto, ed allentavano spesso nell’andare, si.come fece Pietro innanzi alla passione, quando v’aveva posto dinanzi a sè solo il diletto della conversazione di Cristo, e però venne meno, essendoli tolto l’obietto della consolazione; ma quando si fortificò, poiché ebbe perduto sè, non volse cognoscer

altro, nè cercare se non Cristo crocifisso, così questi cotali sono debili, ed allentano l’andare del santo desiderio, quando si veggono levare dinanzi dalla mente loro l’obietto del diletto e delle proprie consolazioni, unde giugnendo poi le politure, o di tentazioni del dimonio, o delle creature, o di loro medesimi d’una tenerezza spirituale che hanno, vedendosi privati di quella cosa che amavano, vengono meno, ed indebiliscono nella via di Cristo crocifisso; perocché in Cristo / crocifisso hanno voluto seguitare il Padre, e gustare la dolcezza delle molte consolazioni, perchè nel Padre non può cadere pena, ma sì nel Figliuolo, e però dicevo che seguitavano il Padre, e vedovasi che non si poteva r.medire la debilezza loro, se non seguitassero il Figliuolo, e così diceva la Verità eterna; io dico che neuno può venire a me, se non per questo mezzo dell’unigenito mio Figliuolo, perocché elli è colui che v’ha fatta la via, la quale dovete seguitare. Elli è via, verità e vita, e questi che vanno per questa via guS.


Caterina. Opere. T. V. . z