Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/240

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u!\o A frate Andrea da litica, a irate Baldo ed a l Irate Laudo servi di Dio in Spoleto 9 essendo richiesti dal santo Padre (J), 1. Gli stimola a veuir prontamente e con santa obbedienza ai piedi del sommo pontefice per soccorso della santa Chiesa nc’suoi estremi bisogni senza lasciar»! trattenere dalle difficoltà che s’opponevano, nè dal gusto delle proprie consolazioni.

Staiti*» 133* ;.

«. * « » i Al nome di Jesù Cristo crocifisso e di Maria dolce I. ilarissimi padri in Cristo dolce Jesù. Io Catarina, serva e schiava de’servi di Jesù Cristo, scrivo a voi nel prezioso sangue suo, con desiderio di vedervi sollicili e pronti a fare la volontà di Dio, e l’obbedienzia del vicario suo papa Urbano VI, acciocché per voi e per gli altri servi di Dio sia sovvenuto alla dolce sposa sua, la quale vediamo posta in tanta amaritudine, che da ogni lato ò percossa da molli venti contrarj, e singularmento la vedete percossa dagli iniqui uomini amatori di loro medesimi col pericoloso e malvagio vento dell’eresia e scisma che ha a contaminare la fede nostra. Fu ella mai in tanta bisogno? che quelli ohe la debbono aitare, l’hanno percossa, e da quelli cli

1’ hanno ad alluminare, si porli la tenebre, debbonsi notricarc del cibo dell’anime, ministrandoli il sangue di Cristo crocifisso che li dà vita di grazia, ed essi li traggono loro di bocca,