Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/239

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23$ ilnnotdzioiii atta Lettera 13i.

(A) Questa lettera che scrisse santa Citerina rapita da sensi, qelle antiche impres^ioiii aversi in due luoghi differenti ma non collo stesso titolo, cioè dire al numero 131 ed al numero i’|5, come indirizzata a due apostati d’ordini differenti, cioè di quello di siiti Domenico, e di questo di s. Agostino; se di verità fosse dettala per la sauta, acciocché fosse comune n due religioni partitisi da loro Ordini, non può sapersi; accostandomi però anzi alle parti del no, a cagione delle particolarilà che s’accennano, non si fa* citi ad aversi in amendue. E però certo che a nulla monta il porla due volte, a nulla giovando il sapere se nell’ una religione e nel1’ altra siavi stato a quel tempo nn apostala.

(/;) e con In gravezza (Itila scomunicazione. Gli apostati dagli Ordini religiosi restano scomunicati pe’ decreti della sedia apostolica, come apparisce nelle estravaganti Cap. de liegularibus.

(C) E con Maddalena dumandarete chi mi rivolgiarebbe la pietra. A cagioue singn!armente di questa similitudine lolla dii sagro Evangelio, viene questa lettera addotta e lodata da Teofilo Ilainaudi in questi termini. Inter Epiitolas stinctai Catharinte seri ms is ad fralres Ordiais prcrdicatoruni ultima est data ad /i*enidatn illius Ordinis apostatata sane egregia. Fra; avteris attieni. yttz Uh persuadere couatur, illud est, n

dicat, t/nìs revohet nobis lapidati?


luire etiini ut Lapis per sanctos An gelo s ttneriialur revolutusi tantum veht opus Dei suscipere.

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