Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/246

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
246

\ 2^6 .love è il sole del divino amore, e ragguarda poi verso la lerra, cioè verso 1’ umanità del Verbo incarnato del Figliuolo di Dio, e ragguardando in quello Verbo ed umanità tratta del ventre dolce di Maria, vede in su questa mensa il cibo,

mangialo, e non solamente nella terra, nella quale ella ha preso dell’umanità di Cristo, ma levasi su in alto col cibo in bocca, e levatasi su, entra nell’anima consumata ed arsa dell’amore del Figliuolo di Dio, e quello alfettuoso amore e trova che è uno fuoco che esce dalla potenzia del Padre, il quale donò a noi per ardore la sapienza del Figliuolo suo, ed una fortezza di fuoco di Spirito Santo, il quale fu di tanta fortezza ed unione, che nè chiodi, nè croce averebbe tenuto quello Vèrbo, se non fusse il legame dell’amore: e l’unione fu sì fatta, che nè per morte, nè per veruna altra cosa la natura divina si partì dall’umana.


Or che voglio, che mangiate questo dolce cibo: e se mi diceste: con che ale volo? con Tale dell’odio e della morte, con pene di strazii, di scherni e rimproverii crociati per Cristo crocifisso. E non vogliate, nè reputate di sapere altro che Cristo crocifisso!

in lui sia la vostra gloria ed il vostro refrigerio, ed ogni vostro riposo. Pascetevi e notricatevi di sangue.

Dio ragguardi a vostri desiderii. Non dico più. Permanete nella sanla e dolce dilezione di Dio. Jesù dolce.

Jesù amore.