Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/250

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
250

25o morte della croce; e siccome elli non si trasse, nè per pena, nè per rimproverio, nè per ingratitudine nostra che non compisse la nostra salute, così dobbiamo fare noi, che per veruna cagione ci dobbiamo ritrarre di sovvenire olla necessità del prossimo nostro spirituale e temporale, senza rispetto d’ alcuna utilità o consolazione riceverne quaggiù, solo amarlo e sovvenirlo, perchè Dio l’ama. Così adempirete la dilezione del prossimo, secondo il comandamento di Dio, ed il mio desiderio. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Jesù dolce, Jesù amore.