Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/281

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, 281 Dio d’abitarci dentro. Or vediamo, carissimi fratelli, che lavoratore oi ha messo questo maestro. Acci posto il libero arbitrio, in cui è commessa tutta la governazione della vigna. Ecci la porta fortissima della volontà, la quale neuno è che la possa aprire o serrare, se non quanto piace a questo lavoratore; ed hacci dato il lume dell’intelletto, acciocché cognosciamo e di* scerniamo li amici ed inimici che volessero passare per la detta porta, alla quale è posto il cane della coscienzia, acciocché abbaj quando gli sente aprire; ma conviensi che questo cane vegli e non dorma. Questo lume vede e disccrne il frutto, traendone la terra, acciocchè’l frutto rimanga netto, e mettelo nel granajo della memoria, ritenendovi per ricordamento de’benefizj di Dio. Nel mezzo della vigna ha posto d vasello del cuore pieno di sangue, per innaffiare con esso le piante, acciocché non si secchino. Or così dolcemente è fatta e creata questa vigna: ma io m’avveggo che’l veleno dell’amore proprio ha avvelenato e corrotto questo lavoratore, intantochè la vigna nostra è tutta insalvatichita; unde o ella produce frutto che ci dà morte, o frutti salvatichi ed acerbi, perchè 1 seminatori rei delle dimonia passarono per la porta della volontà col seme delle molte e varie cogitazioni, seminandoli nel libero arbitrio, unde ne nasce frutto di morte, cioè di molli peccali mortali. O quanto è laida questa misera vigna a vedere, che di vigua è fatto bosco con le spine della superbia, della avarizia, con pruni dell’ira e della impazienzia, e piena di molte erbe velenose; e di giardino è fatta stalla, dilettandoci noi di stare nel loto della immondizia. Questo giardino non è chiuso, ma è aperto, e però i nemici, cioè le dimonia, v’entrano come in loro abitazione: la fonte è risecca,cioè la grazia la quale Irassemo dal santo battesimo in virtù del sangue di Jesù Cristo, il quale sangue innaffiava la vigna; essendone pieno il cuore per affello d’amore.

Il lume dell’intelletto non vede altro che tenebre, perchè è privato del lume della santissima fede; unde