Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/55

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55 II. Io non voglio dire più sopra questa materia; lasso questo e 1’ altre cose dire a Crislofano: solo questo voglio dire, che voi preghiate Cristo in terra (/), che per lo caso occorso non ritardi la pace, ma molto più spacciatamene la facci, acciocché si possa fare poi li altri grandi fatti che elli ha a fare per l’onore di Dio e per la reformazione della santa Chiesa, perocché per questo non è mutato stato, anco per ora s’è pacificata la città, assai convenevolmente (/) pregatelo che facci tosto, e questo li dimando per misericordia, perocché si levaranno infinite offese di Dio, le quali per questo si fanno: diteli che abbi pietà e compassione a queste amale che stanno in molta tenebre, e diteli che mi tragga di prigione spacciatamente (K), perocché se la pace non si fa, non pare che io ci possa escire, ed io vorrei poi venire costà a gustare il sangue de’mirtiri, e visitare la santità sua, e ritrovarmi con voi a narrare gli ammirabili misterj che Dio in questo tempo ha adoperati con allegrezza di mente, e con giocondità di cuore, e con accrescimento di speranza col lume ’ della santissima fede. Altro non vi dico. Permanete nella santa e dolce dilezione di Dio. Jesù dolce, Jesù amore.