Pagina:Caterina da Siena - Epistole, 3.djvu/96

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96 / AL MEDESIMO (-4 I. Li notifica una visiono o rivelazione che aveva avuto la domenica della sessagesima intorno ai bisogni di santa Chiesa, per li quali voleva Iildio ehe ella pregasse e s’alìaticasse appresso il sommo pontefice e i suoi cardiuali.

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I. *4tfssetuio io «mietala di dolore per crociato desiderio, il quale s’ era nuovamente concepulo nel cospetto di Dio, perchè il lume dell’intelletto s’era speculato nella Trinità eterna, ed in quello abisso si vedeva la dignità della creatura che ha in sè ragione; e la miseria nella quale l’uomo cade per la colpa del peccato mortale, e la necessità della santa Chiosa, la quale Dio manifestava nel petto suo; e come neuno può tornare a gustare la bellezza di Dio nell’abisso della Trinità, senza il mezzo di questa dolce sposa; perocché lutti ci conviene passare per la porla ili Crislo crocifisso, e questa porta non si trova altrove che nella santa Chiesa; vedeva che questa sposa porgeva vita, perchè tiene in sè vita tanta, che neimo ò cli

la possa uccidere, e che ella dava fortezza e lume, e che neuno è che la possa iiulebilire e darli tenebre quanto in sè medesima; e vedeva che il frutto suo mai non manca, ma sempre cresce. Allora diceva!


Dio eterno, tutta questa dignità la quale lo intelletto tuo non potrebbe comprendere, è data a voi da me!

ragguarda dunque con dolore ed amaritudine, e vedrai che a questa sposa 11011 si va se non per lo vestimento