Pagina:Cattaneo - Rivista di varii scritti intorno alla Strada ferrata da Milano a Venezia.djvu/38

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portarsi a rinforzare la linea più breve, e a vincere con opere addizionali i supposti 7 mila metri d’inevitabile altura. Avremmo dunque un soprapiù di 500 lire per ogni metro corrente di strada. Ora questo è il costo della gran galleria di duemila metri, che si aperse sotto la città di Liverpool, e costò un milione. Insomma sarebbe questa la quarantesima parte della linea Milani; e si tratterebbe di destinare, a sopraspesa del solo movimento di terra su questo breve tratto, all’incirca la somma stessa che l’ingegnere Milani domandò per i movimenti di terra di tutta quanta la sua linea, ch’è quaranta volte tanto!

A questi dati, la linea breve e la linea lunga, alla peggio, costerebbero egualmente. E se non si studia il terreno, non è possibile al sig. Milani, nè a chicchessia, dimostrare il contrario. Ma tutti vedranno che v’è tutta la probabilità di risparmiarvi qualche milione. Se le gallerie costassero così enormemente, come avrebbe potuto il sig. Milani dimenticarsi di menzionar la spesa delle tre da lui proposte? All’ultimo, rimarrebbe sempre il ripiego dei piani inclinati e delle machine fisse. Lo stesso sig. Milani riconosce pure la possibilità e convenienza di condurre un braccio di strada ferrata da Castiglione a Desenzano, attraverso a queste medesime alture (§ 48 V.) e nella direzione della più ripida discesa.

Vi sarebbe poi sempre a vantaggio della società la minore spesa di manutenzione di 15 mila metri, gravoso c perpetuo pendizio, il quale, se, giusta i dati del sig. Milani, è di quattro milioni all’anno per tutta la linea, sarebbe di 220 mila lire per questa parte. Inoltre si eliminerebbe una forte contropendenza. Il prezzo delle corse; si potrebbe diminuire di lire 1,50; il che fa un diciottesimo sulla corsa da Milano a Venezia (271,000m)j un decimo sulla corsa da Milano a Verona; e un quinto, che non è poco, sulla corsa da Brescia a Verona. Al risparmio del denaro corrisponde il risparmio del tempo; quindi la possibilità di far le corse giornaliere in un maggior numero di giornate invernali, e di farne più d’una nelle giornate estive, cose tutte che a circostanze eguali accrescono, con vantaggio della società, l’utile della strada. E infine, per ripetere ciò che fu detto da principio, la più spopolata, disutile, disamena parte della linea, diverrebbe popolata e utile, e la più amena di tutte. Se poi