Pagina:Celoria - Atlante Astronomico, 1890.djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

I. — IL SOLE. 7

trano talora nei gusci sottoposti, nella fotosfera cioè e nella regione delle penombre.

Il Sole è un corpo riscaldato dall’urto incessante dei meteoriti che cadono sulla sua superficie.

Il Sole è un corpo combustibile, che da un certo tempo brucia in un’atmosfera ossidante.

Ci vorrebbe un volume a fare di queste teorie una rassegna critica. Tutte, quali più quali meno, hanno un fianco vulnerabile; due fra esse sono le più universalmente oggi accettate: quella che fa del Sole un globo liquido incandescente, l’altra che lo ritiene una massa gasosa. Il Sole gasoso ha anzi il più gran numero e i più strenui difensori.

Liquido o gasoso che sia il Sole, è desso una sorgente di luce e di calore inesauribile? A questa domanda, così grave e così importante per l’avvenire della vita sulla Terra, la scienza non può dare finora una risposta adeguata. Anche intorno ad essa non si hanno che opinioni più o meno fondate. Alcuni pensano, e non senza gravi ragioni, che il Sole deve col tempo necessariamente spegnersi, che nel Sistema solare esistono soltanto le condizioni di stabilità mec-

canica, che in esso, spento il Sole, si spegnerà la vita, e che allora esso continuerà ad esistere come Sistema spento. Pensano altri che il calore del Sole possa dipendere da uno di quei circoli non infrequenti in natura, e che il calorico da esso irradiato, invece che andar disperso nello spazio e perduto irrevocabilmente pel nostro Sistema, ad esso Sole torni sott’altra forma, per ivi continuare e perpetuare l’irradiamento incessante di luce e di calore. Non è possibile affermare che la ragione intiera stia dall’una piuttosto che dall’altra parte; questo solo si può affermare a sollievo dell’umanità affannosa, ed è, che, se la temperatura del Sole varia, essa finora varia solo di quantità insensibile ai nostri mezzi di osservazione. Nè la Cina, nè la Palestina, nè la Grecia, nè il Mar Nero, nè l’alto Egitto hanno in migliaia d’anni cambiato sensibilmente, quanto a temperatura, di clima. Si può dimostrare, per mezzo del moto di rotazione della Terra rimasto uguale a sè stesso fin dai tempi di Ipparco, che in due mila anni e più la temperatura generale della massa terrestre non ha pur variato di un decimo di grado.