Pagina:Celoria - Atlante Astronomico, 1890.djvu/45

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III. — SISTEMA PLANETARIO O SISTEMA DEL SOLE. 23

Finchè si volle tener fissa la Terra, questo rallentarsi, stare, retrocedere, riavanzare dei pianeti superiori ebbe una spiegazione complicata, contorta, difficilissima. Dato il moto alla Terra, esso scaturì naturalmente dalla semplice rappresentazione dei fatti. La Terra si muove nella propria orbita, che qui si può supporre circolare, attorno ad S (fig. 6); il pianeta si muove in un’orbita esteriore a quella della Terra, e, per le leggi della prospettiva, chi da questa lo guarda, lo proietta sul fondo del cielo che apparentemente contermina lo spazio. Fig. 6. Allorquando la Terra è in 0 sulla propria orbita, ed il pianeta sull’orbita rispettiva è pure in 0, questo è in opposizione e dalla Terra vien proiettato sul cielo in 0. I punti 1, 2, 3... sull’orbita terrestre, i punti 1, 2, 3... sull’orbita del pianeta sono i punti contemporaneamente e rispettivamente occupati dalla Terra e dal pianeta; i punti 1, 2, 3 ... in alto della figura sono quelli nei quali il pianeta viene sul cielo proiettato negli istanti in cui la Terra occupa rispettivamente le posizioni 1, 2, 3 ... Nel tempo durante cui la Terra e il pianeta vanno sull’orbite loro da 1 a 2, il pianeta va apparentemente in cielo con moto diretto da 1 a 2; mentre la Terra e il pianeta vanno da 2 a 3, il pianeta pare in cielo fisso nel punto 2 (stazione); la Terra e il pianeta vanno dal punto 3, al punto 4, al punto 0, al punto 5, e il pianeta pare in cielo retrocedere (moto retrogrado) dal punto 2, al punto 4, al punto 5, passando nel frattempo per 0;

la Terra e il pianeta continuano nello spazio il loro moto reale che li porta rispettivamente da 5, in 6, in 7 ed il pianeta prende apparentemente a muoversi in cielo di moto diretto da 5 verso 6 verso 7.

9. Marte si distingue facilmente pel color suo rosso, che gli valse l’appellativo di sanguigno e forse il nome del Dio della guerra e del sangue. È opaco, e splende per luce solare riflessa, sì che nello spettro suo luminoso ripetonsi le righe oscure proprie dello spettro del Sole.

Marte compie in circa 24 ore (24h 37m 23s) una rotazione intorno a sè stesso, ed in 687 giorni circa (686g 23h 30m 41s) una rivoluzione intorno al Sole; durante la medesima esso assume distanze diversissime dalla Terra, e in conseguenza diametri apparenti diversissimi. Si avvicina alla Terra nelle opposizioni fino a 59 milioni di chilometri, se ne allontana nelle congiunzioni fino a 407; il suo diametro apparente passa da 10 a 25 secondi, l’ottantesima parte del diametro apparente del Sole. Non in tutte le opposizioni raggiunge questo diametro massimo, e ciò perchè la distanza fra esso e la Terra muta da una ad un’altra opposizione, secondo che questa avviene trovandosi il pianeta in uno od in un altro punto dell’orbita sua molto ellittica ed eccentrica.

Marte è più piccolo della Terra; il suo diametro di poco supera la metà del terrestre; là sua superficie è i 3/10 della superficie della Terra, il suo volume è 1/6 circa del volume della Terra. Non si è ben certi se Marte sia una sfera perfetta, oppure ruoti intorno ad un asse più corto che il suo diametro equatoriale. Il disco di Marte è disseminato di macchie permanenti, che in 50 anni e più non hanno mutato forma ed aspetto, e che appartengono alla parte continentale del pianeta. Sono macchie grandi e cupe, separate da altre meno scure e più lucenti; striscie lunghe e nere attraversano le macchie lucenti, e rilegano le oscure; macchie e striscie formano un intreccio complicato di dettagli diversamente tinti, ricchi di contrasti, di gradazioni e sfumature di ombre e di luce; macchie e striscie dànno luogo a configurazioni analoghe a quelle della Terra, e vedendole, le parole isola, istmo, stretto, golfo, penisola, promontorio, seno e via sorgono spontanee nella mente e corrono al labbro. Lo Schiaparelli sui dettagli visibili della superficie di Marte ampliò con osservazioni sagaci e celebri le cognizioni nostre, e dei disegni suoi sono appunto una riproduzione quelli della tavola XVII.

Nello spettro di Marte s’incontrano alcune righe che nello spettro solare non si dànno, e che corrispondono invece alle righe di assorbimento dell’atmosfera terrestre. Marte ha quindi un’atmosfera analoga alla nostra, nella quale esiste una quantità notabile di vapore d’acqua allo stato di gas trasparente. Sul disco di Marte appaiono talora macchie mutabili e fugaci. Si formano con vicenda più o meno rapida, si muovono, si deformano, si allungano in diverse maniere e qualche volta si sciolgono in filamenti pa-