Pagina:Cenni storico-bibliografici della R. Biblioteca nazionale di Firenze.djvu/9

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sto aumentata per il donativo fatto dall’erudito cavaliere Antonfrancesco Marmi: cosicchè, rendendosi necessario di avere un locale ove disporla affinchè il pubblico se ne potesse valere, il granduca Giangastone fece dono alla città di una porzione dell’antico teatro Mediceo, detto delle Commedie, nell’area del quale fu eretta l’attuale sala di lettura e le stanze che la circondano. Classati i libri ed i codici, compiuti i cataloghi degli stampati, avanzati quelli dei manoscritti, fu la biblioteca aperta al pubblico col nome di Magliabechiana nel primo martedì del 1746, per ordine del Consiglio di Reggenza che governava la Toscana per l’assente granduca Francesco II di Lorena.

I Reggenti e poi il granduca Pietro Leopoldo fecero a gara per arricchirne la suppellettile libraria: laonde nel 1755 vi fu incorporata la celebre libreria Gaddiana, e nell’anno appresso quella di Antonmaria Biscioni. Ma ben più cospicuo dono lo fece il granduca il dì 22 luglio 1771, alloraquando, rinunziato l’usufrutto che gli spettava sulla Mediceo-lotaringio-palatina per il patto di famiglia del