Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/108

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
68 trattato della pittura



Capitolo CIII.

Come dal muro pervieni a colorire in tavola.


Quando non vuoi adornare le tue figure di stagno, puoi adornare di mordenti, de’ quali io tratterò per ordine più innanzi perfettamente (de’ quali potrai adoperalli in muro, in tavola, in vetro, in ferro, e in ciacuna cosa), e quelli che sono forti e sufficienti a stare all’aria, al vento, e all’acqua, e quelli che sono da vernicare, e quelli che no. Ma vogliamo pure ritornare al nostro colorire, e di muro andare alle tavole, o vero ancone, ch’è la più dolce arte e la più netta che abbiamo nell’arte nostra. E tieni bene a mente, che chi imparasse a lavorare prima in muro e poi in tavola, non viene così perfetto maestro nell’arte, come perviene a imparare prima in tavola e poi in muro.


Capitolo CIV.

In che modo dèi pervenire a stare all’arte del lavorare in tavola.


Sappi che non vorrebbe essere men tempo a imparare: come, prima studiare da piccino un anno a usare il disegno della tavoletta; poi stare con maestro a bottega, che sapesse lavorare di tutti i membri che appartiene di nostra arte; e stare e incominciare a triare de’ colori; e imparare a cuocere delle colle, e triar de’ gessi; e pigliare la pratica dell’ingessare le ancone, e rilevarle, e raderle; mettere d’oro; granare bene; per tempo di sei anni. E poi, in praticare a colorire, ad ornare di mordenti, far drappi d’oro, usare di lavorare di muro, per altri sei anni, sempre disegnando, non abbandonando mai nè in dì di festa, nè in dì di lavorare. E così la