Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/121

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di cennino cennini. 81

chiostro; e con un pennelletto di vaio puntío va’ raffermando tutto il tuo disegno. Poi abbi un mazzetto delle dette penne, e spazza per tutto il disegno el carbone. Poi abbi un’acquerella del detto inchiostro, e con pennello mozzetto di vaio va’ aombrando alcuna piega e alcuna ombra nel viso. E così ti rimarrà un disegno vago, che farai innamorare ogni uomo de’ fatti tuoi.


Capitolo CXXIII.

Sì come dèi segnare i contorni delle figure per mettere in campo d’oro.


Disegnato che hai tutta la tua ancona, abbi una agugella mettuda in una asticciuola; e va’ grattando su per li contorni della figura in verso i campi che hai a mettere d’oro, e i fregi che sono a fare delle figure, e certi vestiri che si fanno di drappo d’oro.


Capitolo CXXIV.

Sì come si rilieva di gesso sottile in tavola, e come si legano le pietre preziose.


Oltre a questo, togli di quel gesso da rilevare, se volessi rilevare fregio o fogliame, o attaccare cotali priete preziose in certi fregi dinanzi o a Dio Padre o di Nostra Donna, o certi altri adornamenti, che abbelliscono molto il tuo lavoro; e sono pietre di vetro di più colori. Compartiscile con ragione (avendo il tuo gesso in uno vasellino su’n un testo di cenere calda e un vasellino d’acqua chiara calda, però che spesso ti conviene lavare il pennello; essendo questo pennello di vaio sottiletto e un poco lunghetto; togliendo bella-