Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/122

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82 trattato della pittura

mente del gesso caldo con la punta del detto pennello, e andare prestamente a rilevare quello che vuoi. E se rilevassi alcune fogliette, disegnale prima come fai la figura, e non ti curare di rilevare molte nè troppe cose confuse; chè quanto fai i tuo’ fogliami più chiari, tanto gittano meglio al granare colla rosetta, e possonsi meglio brunire colla pietra. Alcuni maestri sono, che, poichè hanno rilevato quello che vogliono, dánno una volta o due di gesso, di quello che hanno ingessato la detta ancona, pur di gesso sottile, con pennelletto morbido di setole. Ma se rilievi poco, a mio parere viene più gentile e più fermo e sicuro lavoro a far senza darne filo, per la ragione che prima t’assegnai, di non dare molte ragioni di tempere di gesso.


Capitolo CXXV.

Come dèi improntare alcuno rilievo per adornare alcuni spazi d’ancone.


Perchè ragioniam del rilevare, te ne dirò alcuna cosa. Di questo tal gesso, o più forte di colla, puoi buttare alcuna testa di leone, od altre stampe stampate in terra o vero in crea. Ungi la detta stampa con olio da bruciare, mettivi di questo gesso ben temperato, e lascialo bene fredare; e poi dal lato della detta stampa solleva il gesso con punta di coltellino, e soffia forte. Usciranne netta. Lasciala seccare. Poi in alcun adornamento metti con questo modo, del gesso medesimo che ingessi, o con quello che rilievi; ungi col pennello dove vuoi mettere la detta testa; calcala col dito, e fermerassi per ordine. Poi togli del detto gesso, e col detto pennello di vaio, alla parte che rilievi, danne una volta o due, stropicciando col dito su per la detta impronta; e lasciala godere.