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118 trattato della pittura

il lavorare ogni cosa in zendado bianco, tagliato fuora le figure o altro che facessi: e falle fermare a’ ricamatori in sul tuo velluto.


Capitolo CLXVII.

Del lavorare in panno di lana.


Se caso ti avviene d’avere a lavorare in panno di lana, per cagione di tornieri o di giostre, (chè sono alcuni gentili uomini e gran signori gravidi di volere cose stratte, e vorranno d’oro o d’ariento loro divise su per lo detto panno), togli prima, secondo il colore del drappo, o vero panno, il carbone che si richiede a disegnare, e ferma con penna, sì come hai fatto nel velluto; e poi togli chiara d’uovo bene dirotta, sì come da prima t’insegnai, e altrettanta colla a modo usato, e danne su per lo pelo del detto panno in quello luogo dove hai a mettere d’oro. Poi, quando è asciutto, va’ con un dentello, e brunisci su per lo detto panno; poi ne da’ della detta tempera due o tre volte. Quando è ben secca, da’ il tuo mordente, tanto che non esca fuori del temperato, e metti di quello oro e ariento che a te piace e pare.


Capitolo CLXVIII.

Come dèi lavorare coperte da cavalli, divise e giornee per torneamenti e per giostre.


Alcuna volta in questi tornieri e giostre si fa sopra i cavalli coverti e sopra giornee, alcune divise rilevate e cucite sopra i detti lavorii. E però ti dimosterrò come di carta bambagina si fanno; e queste tali carte si