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140 trattato della pittura

e fa’ che la detta cassa si commetta o vero si scommetta in tutto per lo mezzo dall’un de’ lati, e dall’altro per lunghezza. Ordina che una piastra di rame ben sottile sia dal mezzo della spalla, cominciando all’orecchie, per insino in su ’l fondo della cassa: e vada circondando leggiermente sanza lesione su per la carne dello ignudo, non accostandosi alla carne una corda. E sia chiavata la detta piastra in su l’orlo, dove si commette la detta cassa. E per questo modo chiava quattro pezzi di piastra, che vegnino a conchiudersi insieme, siccome faranno gli orli della cassa. Poi ugni lo ’gnudo: mettilo ritto nella detta cassa: intridi del gesso abbondantemente, con acqua ben tiepida; e sia con compagnia, che se empi il dinanzi dell’uomo, che il compagno empia dirieto, acciò che a un medesimo tempo la cassa vegna piena per infino coperta la gola. Però che ’l viso, siccome t’ho mostro, puoi fare di per sè. Lascia posare il detto gesso tanto, che sia bene rassodato. Poi apri e scommetti la cassa, e metti alcuni ingegni e scarpelli tra gli orli della cassa e le piastre di rame o di ferro che abbi fatto: e aprila, sì come faresti una noce, tenendo dall’un lato e dall’altro i detti pezzi della cassa e della impronta che hai fatta. E moderatamente ne trai fuori lo ’gnudo: lavalo diligentemente con acqua chiara; chè sarà diventata la carne sua colorita come rosa. E a quel modo ancora, quando impronti la faccia, la predetta forma o vero impronta tu la puoi buttare di ciò che metallo tu vuoi; ma io ti consiglio di cera. La ragione: fa’ pure ragione che rompa la pasta senza lesione della figura, perchè tu puoi levare, aggiugnere, e rimendare dove la figura mancasse. Appresso di questo puoi aggiugnervi la testa; e buttare ogni cosa insieme, e tutta la persona: e per lo simile di membro in membro spezzatamente puoi improntare; cioè un braccio, una mano, un piè, una gamba, un uc-