Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/49

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di cennino cennini. 9



Capitolo XIII.

Come si de’ praticare il disegno con penna.


Praticato che hai in su questo esercizio un anno, e più e meno secondo che appetito o diletto tu arai preso, alcuna volta puoi disegnare in carta bambagina pur con penna che sia temperata sottile; e poi gentilmente disegna, e vieni conducendo le tue chiare, mezze chiare, e scure, a poco a poco, colla penna più volte ritornandovi. E se vuoi rimangano i tuoi disegni un poco più lecchetti, davvi un poco di acquerella, secondo t’ho detto di sopra, con pennello di vaio mozzetto. Sai che ti avverrà, praticando il disegnare di penna? che ti farà sperto, pratico, e capace di molto disegno entro la testa tua.


Capitolo XIV.

El modo di saper temperar la penna per disegnare.


Se ti bisogna sapere come questa penna d’oca si tempera, togli una penna ben soda, e recatela in su il diritto delle due dita della man manca, a riverscio; e togli un temperatoio ben tagliente e gentile; e piglia, per larghezza, un dito della penna per lunghezza; e tagliala, tirando il temperatoio inverso te, facendo che la tagliatura sia iguali e per mezzo la penna. E poi riponi il temperatoio in su l’una delle sponde di questa penna, cioè in su ’l lato manco che inverso te guarda, e scarnala, e assottigliala inverso la punta; e l’altra sponda taglia al tondo, e ridulla a questa medesima punta. Poi rivolgi la penna volta in giù, e mettitela in sull’unghia del dito grosso della man zanca; e gentilmente, a poco a poco, scarna e taglia quella puntolina; e fa’ la tempe-