Pagina:Cennini - Il libro dell'arte, 1859.djvu/63

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di cennino cennini. 23

puo’la aguzzare con coltellino, chè ella è tenera e ben negra; e puoi ridurla a quella perfezione che ’l carbone. E disegna secondo che vuoi.


Capitolo XXXV.

Riducendoti al triare de’ colori.


Per venire a luce dell’arte di grado in grado, vegniamo al triar de’ colori, avvisandoti chi sono i colori più gentili, e più grossi, e più schifi; quale vuol esser triato o ver macinato poco, quale assai; quale vuole una tempera, quale ne vuole un’altra; e così come sono svariati ne’ colori, così sono nelle nature delle tempere e del triare.


Capitolo XXXVI.

Come ti dimostra i colori naturali; e come dèi macinare il negro.


Sappi che sono sette colori naturali; cioè quattro propri di lor natura terrigna, siccome negro, rosso, giallo e verde: tre sono i colori naturali, ma voglionsi aiutare artifizialmente, come bianco, azzurro oltremarino, o della Magna, e giallorino. Non andiamo più innanzi, e torniamo al nero colore. Per triarlo come si dè’, togli una prieta proferitica rossa, la quale è pietra forte e ferma: chè sono di più ragioni pietre da macinare colori, sì come proferito, serpentino e marmo. Il serpentino è tenera prieta, e non è buona; il marmo è piggiore, ch’è troppo tenera. Ma sopra tutto è ’l proferito: e se togli di quelli così lucidi lucidi, è meglio; e meglio un di quelli che non sieno tanto tanto puliti; e di larghezza da mezzo braccio in su di quadro. Poi togli una prieta da tenere in mano, pur proferitica, piana di sotto e colma