Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/27

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Battisti: Gli alpini 21

rifugi alpini, quanti sentieri, quanti caseggiati militari che si gabellavan per forni, per scuole, non s’eran costrutti! Caratteristica l’esplorazione fatta dagli ufficiali austriaci nell’estate del 1914, a molte montagne di confine e a parecchie al di qua del confine. Nelle bottiglie, nei ripostigli ove gli alpinisti, giunti su ardue cime, soglion porre a ricordo il loro biglietto da visita, durante l’estate 1914 non furon posti che biglietti di i. r. ufiiciali austriaci.

Nè, poichè ho parlato del rapido sbalzo in avanti fatto dalle truppe alpine nelle Alpi di Trento, vorrei si credesse che a un puro sbalzo, sia pure contrastato con accanimento, si fosse limitata l’azione bellica nel Trentino.

No. Ogni Valle, ogni valico ha avuto il suo fatto d’arme. Nelle Giudicarie, in Val di Ledro, in Val di Daone gli scontri alla baionetta, le furibonde lotte attorno alle trincee, gli attacchi e i contrattacchi si susseguirono.

Bezzecca non ebbe, senza gloria di sangue, la gloria della redenzione. E quanto ancora se ne spargerà sulle montagne che la ricingono al Nord, su quelle aspre balze