Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/28

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22 Battisti: Gli alpini

che le pattuglie di Garibaldi avean varcato, senza trovar resistenza, spingendosi fino a Riva, andando a bere un bicchier di vino buono proprio nelle osterie della città; quanto sangue si spargerà prima di conquistarle. Perchè ora sono tutte — come è tutta la frontiera — un grande fortilizio unico, fatto di caverne che albergano i cannoni e di trincee e reticolati che si distendono per chilometri e collegano opera ad opera.

Dall’Altissimo di Monte Baldo fuggirono gli austriaci non appena videro i drappelli degli alpini che eran guidati dal generale che chiamavan il papà degli alpini, dal generale che era sempre il primo, dinanzi a tutti, dal generale il cui nome è inciso a parole d’oro in tutti i comuni redenti. del Trentino, guidati da Antonio Cantore; fuggirono gli austriaci, ma lasciarono qua e là disperse le bande dei scizzeri, le pattuglie di spie e corsero ai ripari su una linea più avanzata, opponendo resistenza alla nostra discesa a Brentonico e ai paeselli che stanno sulle prative pendici fra il Garda e l’Adige, e alla sella di Nago.

Il fatto positivo, tangibile, che novan-