Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/33

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Battisti: Gli alpini 27

bito intuisce quale è il posto atto al riparo; se la tormenta imperversa, sa come evitare l’assideramento.

Questo spiega come decine di migliaia di alpini abbiano potuto passare l’inverno sui monti più alti senza soffrire. Lo stato di salute fu ottimo, nè una sola trincea fu abbandonata. Nelle trincee a 3200, 3300 metri, trincee scavate nella neve, ove già in ottobre si aveano temperature, di meno 30°, il nostro alpino seppe resistere, meravigliosamente. E se di ciò tocca merito alla prudente organizzazione, all’abbondanza dei ricoveri, dei ripari, degli indumenti adatti, ciò testimonia pure anche della forza di adattabilità e di resistenza dei nostri montanari.


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L’educazione, l’istruzione militare, l’organizzazione speciale della truppa alpina sono uno dei maggiori coefficienti del valore, del successo, della buona riuscita del soldato alpino.

Non io, soldato volontario, venuto ultimo nella famiglia degli alpini, potrei o