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34 Battisti: Gli alpini

ricordare come Val d’Adige sia stata percorsa da ben settantaquattro spedizioni di imperatori romano-germanici. Il Tonale vide ben ventiquattro incursioni, da quella del Barbarossa che scendeva a Milano, a quella del generale austriaco Kuhn nel 1866. E altrettante ne videro Ponte Caffaro, il Canal di Brenta, e le Valli dei Sette Comuni e dei Lessini.

Ogni discesa in Italia volea dir saccheggio, sterminio, depredazione. I barbari d’oltre Alpe non permisero mai che si spegnesse il ricordo delle loro gesta. Nessuna sconfitta, nessuna Legnano valse a mutar il loro animo. Prima che di un’incursione svanisse il ricordo, si apprestaron sempre a ripeter le loro gesta. Ricordiamolo pur noi, e dopo di noi lo ricordino i nostri figli.


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Ho accennato a particolari condizioni morali e fisiche, a particolari adattamenti d’animo e di spirito dei nostri alpini che sono in stretto nesso col suolo che li vide nascere e con la vita delle generazioni passate.