Pagina:Cesare Battisti - Gli Alpini, Milano, 1916.djvu/41

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Battisti: Gli alpini 35


Ma ricordavo prima come il montanaro delle nostre Alpi sia, per necessità di cose, emigrante.

È dalla metà del secolo scorso, dall’inizio dei grandi lavori ferroviari, che il nostro montanaro vagabonda di terra in terra, e col suo doloroso pellegrinaggio molte cose ha appreso, molte doti ha acquisito, che se non hanno modificato le sue caratteristiche fondamentali e psicologiche lo hanno reso più adatto alla lotta per la vita ed hanno sviluppato le sue facoltà intellettuali ed affinata la sua forza di lavoratore.

Quando i nostri soldati varcarono il confine e nelle terre redente sorsero i primi accampamenti, non potean essere con loro, non potean essere onnipresenti i soldati del genio; i soldati specialisti nella costruzione di strade, di appostamenti per artiglieria, di baracche, di ricoveri.

Piantar un accampamento, che sia base di operazioni e di avanzate, non vuol dir solo piantar delle tende; ed anche il piantar le tende è qualche cosa di più che configger dei piuoli e stender una tela.

Bisogna assai spesso cominciar col creare