Pagina:Chi l'ha detto.djvu/351

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[993-995] Nazioni, città, paesi 319


che si ripete anche per celia dovendo lasciare una residenza qualunque: salutiamo l’Umbria coll’apostrofe carducciana:

993.   Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte
     Nume Clitumno!

(Carducci, Alle fonti del Clitumno, nelle Odi barbare).

e passiamo a volo sulle vicine Marche, dove noteremo il

994.   Natìo borgo selvaggio.

Così nel 1829, tornato dopo l’assenza di alcuni mesi a Recanati, chiamava Giacomo Leopardi il suo paese natale nel canto Le Ricordanze. Nè molto più lusinghiero è il seguito:

                    ....intra una gente
     Zotica, vil; cui nomi strani, e spesso
     Argomento di riso e di trastullo,
     Son dottrina e saper; che m’odia e fugge,
     Per invidia non già, che non mi tiene
     Maggior di sè, ma perchè tale estima
     Ch’io mi tenga in cor mio....

Il soggiorno di Recanati, così caro a Monaldo Leopardi, era odiosissimo ai figli di lui. Paolina, la sorella di Giacomo, lo diceva «soggiorno abbominevole ed odiosissimo» (in una lettera alla Marianna Brighenti del 1830); l’altro fratello Carlo desiderava che un terremoto la distruggesse perchè gli abitanti andassero a incivilirsi altrove!

Eccoci a Roma, dove tutto dovrebbe sorridere alla vita se fossimo ancora ai tempi di Pollione e di Adalgisa che nel melodramma Norma, di F. Romani, musica di V. Bellini (a. I, sc. 6), cantano in un famoso duetto:

995.    Vieni in Roma, ah vieni, o cara,
     Dove è amore, è gioia, è vita!

Molte frasi, dal patrimonio delle popolari reminiscenze su Roma, possono desumersi dal libro di Marco Besso: Roma e il Papa nei proverbi e nei modi di dire (nuova ediz., Roma, 1904), più volte